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“Opere di Chiara Lubich”: 14 volumi per la fondatrice di Sophia

Anche il preside Piero Coda presenta a Roma la nuova collana

 

“Io non ho mai scritto un libro, anche se parecchi portano il mio nome”. Si espresse così Chiara Lubich nel 1995, mentre riceveva il Premio UELCI (Unione Editori e Librai Cattolici Italiani) come Autore dell’anno. Eppure la sua bibliografia in lingua italiana conta ben 58 titoli, senza contare altri testi apparsi solo in edizioni non italiane, centinaia di articoli e migliaia di lettere, custoditi, insieme a un vasto materiale documentario, dal Centro Chiara Lubich, istituito dopo la sua morte per mantenerne viva e attuale la figura.

 

Ecco perché la realizzazione del progetto editoriale dedicato alle “Opere di Chiara Lubich”, presentato lo scorso 12 novembre 2017 nella sede della Federazione Nazionale della Stampa Italiana a Roma, acquisisce una particolare importanza: una collana di 14 volumi, promossi dal Centro Chiara Lubich e dall'Editrice Città Nuova, che raccoglieranno gli scritti della fondatrice del Movimento dei Focolari e di Sophia, per la quale da due anni è aperta la causa di beatificazione. 

 

Molti dei testi assemblati sono inediti, organizzati per “generi letterari” e riuniti in tre gruppi: “la persona”, con il vissuto, il cuore e l’anima della Lubich, trasmessi da testi autobiografici, dall'esperienza mistica, dai diari e le lettere; “la via spirituale”, sulla spiritualità dell’unità, le Parole di Vita, pagine di meditazioni e altri testi in cui l'autrice ha declinato il suo pensiero spirituale, teologico e culturale; “l'opera”, con l'incidenza storica della vita e del pensiero della Lubich, come si evince da discorsi fondativi, discorsi in ambito civile ed ecclesiale, articoli e interviste, fino agli statuti e regolamenti del Movimento dei Focolari. 

 

A inaugurare la collana il corposo “Parole di Vita”, che raccoglie 350 dei commenti al Vangelo che Chiara Lubich componeva in forma immediata e incisiva e diretta su foglietti modesti, con un linguaggio alla portata di tutti e destinati alla diffusione di mano in mano. Intervenuto alla conferenza stampa di presentazione, il preside di Sophia, Piero Coda, membro del comitato scientifico della collana, per decenni impegnato al fianco della Lubich, ha ricordato la fondatrice come una “voce attualissima, non essendoci paese al mondo dove il seme gettato da questo carisma non sia in fermento”.

 

Una figura poco conosciuta, ha spiegato il preside, anche perché la sua “vasta produzione culturale, spirituale, sociale di fatto sta appena adesso germinando: un paradosso, questo, poiché si tratta di potenzialità che devono ancora fare storia”. Rilevando la “sintonia molto evidente tra le direttrici più significative del pontificato di Francesco e quelle del messaggio di Chiara”, Coda ha affermato come “questa stagione stia aprendo orizzonti impensati per il dispiegamento del messaggio di Chiara, cioè del carisma dell'unità”, citando temi solo in seguito sviluppati tra i quali un “nuovo paradigma culturale”, l'“economia di comunione” e il dialogo con le altre culture e religioni, pur in una stagione che sembra spingere invece verso la “chiusura identitaria”. 

 

Un ricordo emblematico, quello citato dal preside che torna con la memoria al 18 maggio 1997, quando per una donna bianca di religione cattolica (dal capo coperto dal candido chador), prendere la parola nella moschea dell’American Muslim Mission a Harlem intitolata a Malcom X, era tutt’altro che scontato. Non era mai successo prima. “C’ero anch’io a New York, con lei in occasione dell’incontro con l’imam W.D. Mohammed – ricorda Coda -. Accanto a me sedeva un rabbino. Sembrava impossibile tutto questo. Eppure lei riuscì a realizzarlo, parlando ad oltre tremila persone”. 

 

Prima donna ad essere giuridicamente riconosciuta a capo di un Movimento di cui facevano parte uomini, donne, preti, frati, suore, Chiara Lubich “non va imprigionata in un'immaginetta, ma riconosciuta nella sua vera identità - ha sottolineato Coda - per scoprire e valorizzare ciò che deve ancora venir fuori della sua figura”.

 

Cliccando qui è possibile leggere la rassegna stampa sulla presentazione

Autore: Redazione Web
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